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La palla è rotonda – Una nuova speranza per la Nazionale

La palla è rotonda – Una nuova speranza per la Nazionale

È il day after di uno dei più grandi drammi sportivi che sarebbe mai potuto occorrere all’Italia calcistica: abbiamo perso il doppio confronto per il Mondiale contro la Svezia e quindi siamo fuori. Quel che riassume meglio più di qualsiasi altra cosa la portata della situazione, però, sono le lacrime del miglior portiere al mondo, Gigi Buffon, che dopo la partita di ieri ha dovuto dare il proprio addio alla Nazionale (quelle lacrime in combo con la serata di ieri fanno veramente male):

Ma quel che è successo ieri sera ormai è cosa nota a tutti visto che ha fatto discutere anche persone che di solito non seguono il calcio facendo unire al cordoglio quasi una Nazione intera (quasi fossimo in lutto Nazionale).

Questo fanno gli Azzurri, uniscono sempre, nel bene e nel male; questo deve continuare a fare ma deve farlo soprattutto nel bene per far tornare a sognare tutti.

Sarebbe facile e banale fare adesso un articolo polemico con un roboante “Adesso fuori tutti!” ma questo articolo non vuole e non sarà di quella vena perchè non tocca a noi mettere alla gogna chi di dovere ma è compito di chi “sta più in alto”, come per esempio la FIGC, che è obbligata a fare qualcosa (ed io ripongo le mie più remote speranze in quel semplice “qualcosa”).

Perché un futuro c’è ed è possibile cambiare ma va fatto ora:

UNA NUOVA SPERANZA – LA PALLA È ROTONDA

Italia. Anno Zero.

Si deve rifondare dalle basi con cambiamenti nella FIGC con possibili scossoni ai vertici (per domani è prevista una riunione della FIGC con Tavecchio che sembrerebbe essere spinto fuori da un pressing politico molto forte; aggiungerei un grandissimo “era anche ora!”) con gente che conosce il calcio e che, sopratutto, conosca il calcio moderno da vicino, quindi preferibilmente qualcuno anagraficamente giovane per quel ruolo di Presidente Federale che da anni è in mano a gente che applica metodi da calcio del precedente millennio, non accorgendosi del bisogno di cambiamento e di svecchiamento richiesto da tutto il movimento calcistico. È arrivato il momento, si spera, di gente come Albertini o Abodi, persone competenti e “giovani” che porterebbero una ventata d’aria fresca che servirebbe a tutti; solo anche per vedere che qualcosa lassù si muove e che qualcosa si può ancora cambiare; il tempo c’è (le prossime partite ufficiali saranno solo l’anno prossimo di questo periodo per le qualificazioni Europee) e quindi vedremo se c’è la voglia e l’intenzione di farlo.

Progetto senza titolo (3)

 

Cambiamento, naturalmente, che coinvolgerà quasi sicuramente anche il lato tecnico con le probabilissime dimissioni del CT Ventura. I nomi per la successione che si inseguono in queste ore sono vari; si va da Carletto Ancelotti (che dopo l’esonero al Bayern Monaco potrebbe tentare l’esperienza Nazionale) fino all’attuale allenatore della Juve Massimiliano Allegri, passando per l’attuale mister dello Zenit SP, Roberto Mancini. Con gli stipendi dei primi due citati si superebbe di molto quello attuale di Ventura ma potrebbero essere plausibili come cifre grazie a sponsor che potrebbero aiutare a livello economico la FICG, come fu con l’ex CT Antonio Conte; invece con l’attuale allenatore della squadra di San Pietroburgo si superebbe sempre lo stipendio di Ventura ma non di molto, quindi con la possibilità di trattativa.

Progetto senza titolo (1)

Tutto questo, forse, succederà ma non adesso perchè il nome più caldo in questo momento è quello dell’attuale CT della Nazionale Under-21 Luigi Di Biagio che avrà il compito di traghettare l’Italia in questi momenti bui; come un novello Caronte con l’arduo compito di trasportarci dall’altro lato (sperando che esso ci sia più lieto) di questo nostro dolente fiume Acheronte.

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So che avevo promesso di non essere polemico ma una piccolissima “critica” la vorrei fare, rivolta un po’ a tutti noi: in questo day after (ma anche nei momenti subito dopo il match)  ho sentito parlare di una Nazionale che nel proprio calcio non ha talento per competere a livelli internazionale. Beh, per me non è vero, perché nel calcio nostrano sono presenti giocatori molto talentuosi, alcuni valorizzati a dovere nei propri club e altri meno, che devono assolutamente far parte di questo nuovo inizio per il calcio italiano.

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Partiamo da quelli che ieri sera c’erano ma che, come tutta la squadra, non sono stati in grado di incidere; molte le colpe del mister che non ha saputo valorizzare (o che l’ha fatto in ritardo) giocatori come Jorginho, come Florenzi o come El Shaarawy, giocatori in formissima nei propri club ma che non sono stati chiamati mai in causa prima di stasera. Il nuovo CT, inoltre, avrà il compito di rivitalizzare (e far giocare) a livello Nazionale gente come Belotti, Immobile, Insigne e dovra avere più di qualche pensiero sui possibili ritorni di calciatori come Balotelli o del bomber “in Spagna” Simone Zaza (che Ventura ha convocato per queste due partite ma che non ha giocato per un’affaticamento muscolare). Ma nel nostro calcio i talenti giovanissimi che dovranno essere chiamati in squadra (oltre quelli già noti, come l’erede annunciato di Gigi Buffon, Gigio Donnarumma con i propri 18 anni, proclamato dallo stesso ormai ex capitano azzurro al momento del proprio ritiro dalla Nazionale nell’intervista concessa a fine partita alla Rai) ci sono e rispondono ai nomi di Chiesa, Barella, Caldara, Pellegrini, Verdi; che devono naturalmente ancora crescere ma lo devono fare anche grazie alla Nazionale che li deve riuscire a valorizzare. Compito non solo del futuro allenatore degli Azzurri ma anche dei club che devono assolutamente puntare su di loro.

Un nuovo calcio italiano si può e si deve fare e in questi momenti dobbiamo essere fiduciosi perché si sa:

“È dopo la notte più oscura che attende l’alba più luminosa”

  • ANDREA FERRARA

Redazione RadioCastelluccio

novembre 14th, 2017

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