Cultura

Le baby modelle: l’altro lato della moda

Le baby modelle: l’altro lato della moda

Bentornati! Questo è il secondo appuntamento con Fashion Files, la nuova rubrica di Radio Castelluccio che vi porterà alla scoperta della moda e dei suoi segreti. Io sono Maya e oggi parleremo del lato oscuro delle passerelle.

Quando si pensa alle sfilate, le prime immagini che ci affiorano alla mente sono quelle delle modelle: ragazze bellissime che diventano quasi le muse ispiratrici degli stilisti. Come, per esempio, la famosissima Gigi Hadid o sua sorella Bella Hadid.  Purtroppo, il fantastico mondo delle passerelle cela anche un lato oscuro, che è quello della quasi totale mancanza di regole e di limiti per quanto riguarda il lavoro delle indossatrici.

Molto spesso, sono solo delle ragazzine costrette a lavorare per tempi indefiniti senza assumere cibo o acqua e finiscono per avere ripercussioni sulla propria salute, com’è successo a Vlada Dzyuba, una modella appena quattordicenne che è morta in un ospedale di Shanghai dopo due giorni di agonia. Vlada era affetta da meningite cronica non diagnosticata e dopo 13 ore di sfilata è crollata sotto l’effetto di un esaurimento nervoso. La sua morte ha acceso i riflettori sullo sfruttamento dei minori nella moda, che può essere ancora più grave nel caso dei modelli baby, come ci ha mostrato la scrittrice Flavia Piccinni nel suo libro “Bellissime”, in cui parla delle condizioni a cui devono sottostare le bambine: vengono private dell’acqua perché andando in bagno potrebbero sporcare o rovinare i vestiti, hanno pochissime pause e vengono truccate e vestite in modo provocante ed eccessivo, insomma vengono trasformate in “adulte in miniatura”, provocando non pochi danni alla personalità e alla psiche ancora fragile delle bambine.

“Quello che sono le bimbe oggi, ha molto a che fare con quello che sarà l’Italia nei prossimi trenta, quaranta, cinquant’anni – dice la Piccinni nel suo libro – La costruzione dell’immaginario delle bambine, e dei bambini naturalmente, farà la differenza fra un popolo di aspiranti showgirl e uno di astronaute. Bisogna sempre rifuggire le distinzioni dicotomiche, eppure è negli estremi che si rivela la realtà”.

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Mentre in Francia è andata in vigore una legge anti anoressia, che obbliga le modelle a presentare un certificato medico prima di ogni sfilata, in Italia purtroppo non esiste ancora un regolamento che favorisca la loro salute fisica e mentale. Anche se, dopo l’uscita del libro della Piccinni qualcosa si è mosso: infatti il deputato Riccardo Nuti e la senatrice Fabiola Anitori hanno suggerito l’invio di ispettori dello stato nel dietro le quinte delle sfilate, per assicurare che vengano rispettati determinati limiti.

Il mondo della moda, come abbiamo potuto constatare è altamente complesso e ricco di riflettori, lusso e stravaganza, ma anche di ombre che molto spesso non emergono agli occhi del pubblico. L’augurio è quello che in futuro le modelle, soprattutto le più piccole, possano ricevere l’attenzione e le cure di cui hanno bisogno.

Piaciuto questo articolo? Vi aspetto la prossima settimana con Fashion Files, sempre qui su Radio Castelluccio.

Di Santa Cicatelli

Redazione RadioCastelluccio

novembre 8th, 2017

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